4 ottobre: San Francesco, patrono d' Italia

San Francesco d'Assisi, fondatore dell'Ordine mendicante che da lui prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica. E' stato proclamato patrono d'Italia da Papa Pio XII nel 1939.

Conosciuto anche come il "poverello d'Assisi", la sua tomba è meta di pellegrinaggio per migliaia di devoti ogni anno. La città di Assisi è stata assunta a simbolo di pace. Oltre all'opera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle Creature, è riconosciuto come l'iniziatore della tradizione letteraria italiana.

Francesco nacque nel 1181 o 1182 da Pietro Bernardone dei Moriconi e dalla nobile Pica Bourlemont, in una famiglia della borghesia emergente della città di Assisi, che, grazie all'attività di commercio in Provenza, aveva raggiunto ricchezza e benessere. Sua madre lo fece battezzare col nome di Giovanni, ma il padre decise di cambiargli il nome in Francesco, in onore della Francia.

Di Francesco non si conosce molto bene il periodo dell'infanzia e della sua giovinezza, si ritiene però che fosse stato indirizzato dal padre a prendere il suo posto negli affari della famiglia. Dopo la scuola presso i canonici, a 14 anni Francesco si dedicò a pieno titolo all'attività del commercio.

Nel 1054 ci fu una guerra che contrappose Assisi e Perugia: Perugia si schierò coni guelfi (papato) mentre Assisi parteggiava con i ghibellini (imperatore).

Anche Francesco andò in guerra come tutti i giovani, ma venne catturato e portato in carcere. Quest'esperienza lo sconvolse a tal punto da indurlo ad un totale ripensamento della sua vita. Iniziò un periodo di conversione che lo porterà "a vivere nella gioia di poter custodire Gesù Cristo nell'intimità del cuore".

La guerra terminò nel 1203 e Francesco gravemente malato, ottenne la libertà. Tornato a casa, trascorreva molte ore nei possedimenti del padre: furono questi i luoghi appartati che contribuirono a risvegliare in lui un assoluto e totale amopre per la natura, che vedeva come opera mirabile di Dio.

L'anno seguente partì per una crociata, ma si ammalò di nuovo. Raccontò in seguito di essere stato persuaso da delle rivelazioni notturne. Francesco non fu più lo stesso uomo: si ritirava spesso in luoghi apparatati per pregare; mandato dal padre a vendere una partita di merce, distribuì il denaro ricavato ai poveri per strada.

Nel 1205 l'episodio più importante della sua vita: mentre pregava nella chiesa di San Damiano, racconta di aver sentito parlare il Crocifisso, che per tre volte gli disse: "Francesco, và e ripara la mia casa, che come vedi, è tutta in rovina".

Francesco prese molte stoffe nel negozio del padre e andò a Foligno a venderle, e offrì il denaro ricavato al sacerdote di San Daminao perchè riprarasse la chiesina. Il padre s'infuriò: Francesco stava diventando una vergogna per tutta la famiglia.

Venne denunciato ai consoli dal padre, ma il giovane si appellò al vescovo. Durante il processo, in piazza di Santa Maria Maggiore, Francesco "non sopportò indugi o esitazioni, non aspettò nè fece parole; ma immediatamente, depose tutti i vestiti e li restituì al padre (...) e si denudò davanti a tutti". Il vescovo lo coprì e lo accolse nella Chiesa.

Da uomo nuovo Francesco cominciò il suo viaggio: non ebbe mai fissa dimora.

I primi anni della conversione furono caratterizzati dalla preghiera e dal servizio dei lebbrosi, dal lavoro manuale e dall'elemosina; poi si dedicò anche a portare la Parola di Dio per le strade del mondo.

Nel 1209 Francesco raccolse intorno a sè dodici compagni e si recò a Roma per ottenere l'autorizzazione della regola della vita, che Papa Innocenzo III approvò per il suo "Ordo Fratum Minorum".

Oltre alla vita attiva, sentiva continuamente l'esigenza di ritirarsi in posti solitari per pregare, perchè offrivano al frate il silenzio e la pace che gli consentivano una più intima preghiera.

Il 14 settembre 1224, mentre si trovava a pregare sul monte della Verna, Francesco avrebbe avuto una visione, al termine della quale gli sarebbero comparse le stigmate: "sulle mani e sui piedi presenta delle ferite e delle escrescenze carnose, che ricordano dei chiodi e dai quali sanguina spesso". Ma Francesco cercò sempre di tenere nascoste queste sue ferite.

Negli anni seguenti, Francesco fu segnato da molte malattie. Nel settembre 1226 si trovava ad Assisi, nel palazzo del vescovo, dove doveva ricevere maggiori cure, ma chiese e ottenne di voler tornare a morire nel suo luogo preferito: la Porziuncola, dove la morte lo accolse la sera del 3 ottobre.

Papa Gregorio IX lo canonizzò il 16 luglio 1228, soltanto 2 anni dopo la sua morte. San Francesco è stato ed è ancora oggi uno dei santi più amati dalla gente, soprattutto per il suo spirito di umiltà e soffrenza.

"Povertà", "Obbedienza" e "Castità" sono aspetti fondamentali della vita di San Francesco e dei suoi discepoli. La sua umiltà gli valse il nome di "Imitator Christi" (imitatore di Cristo).

San Francesco d'Assisi

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