Lettera di auguri del parroco

Carissimi,
il tempo liturgico del Natale pur essendo un tempo liturgico assai breve, ha una sua peculiarità perché "dopo l'annuale rievocazione del mistero Pasquale, la Chiesa non ha nulla di più sacro della celebrazione del Natale del Signore e delle sue prime manifestazioni: ciò che essa compie con il tempo di Natale" (orientamento anno liturgico e del calendario, 32).
Questo "tempo" si conta a partire dai primi vespri del 24 dicembre, per terminare con la domenica del Battesimo di Gesù.

La storia
"Natale, Natale" era, sul finire del Medioevo, un grido di gioia, una delle acclamazioni preferite della folla esultante.
I due poli che racchiudono il tempo di Natale costituiscono un segno di comunione fra le Chiese d'Oriente e d'Occidente, perché l'Epifania è una delle festività che l'Oriente celebra con più solennità: è stata istituita alla fine dell'era delle persecuzioni per commemorare la manifestazione del Signore nella carne (Epifania significa: manifestazione, apparizione, illuminazione, chiarezza, ed è vicina al termine teofania); la festività è centrata sulle tre manifestazioni di Gesù nel mondo: l'adorazione dei Magi, la teofania del battesimo e il primo miracolo a Cana, su sollecitazione della Vergine; la festività del Natale è stata istituita in Occidente più o meno nella stessa epoca, ma per commemorare la nascita nella grotta a Betlemme. La Chiesa d'Oriente ha ripreso la festività del Natale dall'Occidente; la Chiesa d'Occidente ha ripreso l'Epifania dall'Oriente, conservandone il nome greco, ma ciascuna delle due metà della Chiesa conserva le sue preferenze.
Nella liturgia latina, Natale è la celebrazione della gioia dell'Incarnazione, ma in relazione con l'eterna nascita (la generazione senza inizio) del Verbo di Dio che era presso il Padre. Di qui l'importanza data al prologo di san Giovanni.
Per l'Epifania, l'Occidente ha conservato dell'Oriente soprattutto la manifestazione ai pagani nell'adorazione dei Magi, dal momento che la celebrazione del battesimo è oggetto di una festività particolare. Gli aspetti umani del mistero, divenuti tanto cari all'Occidente (celebrazione dell'infanzia, della maternità divina, adorazione dei pastori, mistero della Santa Famiglia) hanno ciascuno il proprio posto, così come la commemorazione del massacro degli innocenti e le molte festività dei santi (santo Stefano, san Giovanni Evangelista ).

Come vivere oggi
Celebrando queste solennità le nostre comunità si interrogano sul grande mistero di amore del Signore e chiede a Lui, Verbo incarnato, la grazia di vivere bene questi momenti che la Chiesa propone, nella continua ricerca del bene da offrire ad ogni uomo.
L’incarnazione del Verbo ricorda a noi l’incarnazione della fede nei giorni feriali della vita, giorni oggi difficili per tanti motivi: la precarietà del lavoro, le problematiche per diverse famiglie di arrivare in fondo al mese, le povertà a vario livello, le divisioni all’interno delle famiglie che sfociano in separazioni con conseguenze nefaste sui figli.
Questo Dio-bambino cosa viene a ri-dire a noi cristiani? Credo 4 cose essenziali:

  • una maggiore solidarietà tra le “varie” povertà che incontriamo ogni giorno;
  • un maggiore impegno nel costruire una società più giusta dove, a partire da me stesso, mi preoccupo dell'altro;
  • vita di fede che si fa relazione con tutti, legami più veri, sinceri a partire dalle nostre famiglie e nelle nostre comunità;
  • è ovvio che il cristiano sa che non tutto dipende dai suoi sforzi umani e che la preghiera è ora più che mai necessaria perché l'opera di conversione al BENE ha bisogno di vigilanza su noi stessi e sui nostri sensi. Dobbiamo riscoprire, a tutti i livelli, che noi siamo "dipendenti da Dio", dove per "dipendente" significa scoprire una sempre più profonda libertà interiore e vera capacità nel fare il bene.

Dentro di noi c'è sempre quell'annosa ricerca di POTERE: su Dio, su noi, sugli altri, invece l'immagine che ci viene proposta in questi giorni è la presenza di Dio che si fa umile, piccolo, povero, accetta le conseguenze dello stare con l'uomo ma lo illumina per fare il bene e per capire dove oggi sta scegliendo di andare.

Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un Santo Natale e un buon anno.










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