21-22 marzo: "ritiro giovani"

Se vi dico la parola "ritiro", cosa vi viene in mente? Sicuramente un monastero o un convento.. Preghiere, adorazioni, Messe... Beh, non vi siete sbagliati, è stato proprio così. Però  voglio aggiungere dell'altro: tranquillità, pace interiore, intimità col Signore e con i fratelli...

Partiamo dall'inizio. Avete presente una settimana stressante, intensa, faticosa? A chi non capitano settimane così? Cosa si desidera in tali circostanze? Una vacanza! Invece io cosa ho fatto? Sono andata ad un ritiro... Come in tutte le cose che si fanno per la prima volta e con persone che si conoscono poco non era tanta la voglia. Siamo partiti sabato dopo pranzo e ci siamo recati ad un monastero di monache benedettine a San Gimignano. Credo che già i paesaggi abbiano lo scopo di predisporre l'animo alla contemplazione: mi bastava aprire la finestra della camera per ammirare le verdi colline intorno, il cielo azzurrino e respirare aria pura. Il pomeriggio del nostro arrivo, dopo la sistemazione, ci siamo messi a leggere e meditare alcuni passi della Genesi e in particolare la storia di Abramo. Abramo si è fidato di Dio sia quando Dio gli ha detto di lasciare il suo paese, la sua terra, la sua casa verso il paese che gli avrebbe indicato, sia quando gli ha promesso di fargli avere un figlio nonostante l'età, sia quando gli ha chiesto il sacrificio più grande: offrire in olocausto proprio il figlio amato. Questa è stata la nostra riflessione: la fiducia in Dio, l'abbandono fiducioso nelle sue braccia, l'intimità con lui, il considerare Dio nostro Padre, un Padre buono, che vuole il nostro Bene e a cui si può confidare tutto. Nel silenzio della notte dalle 23 fino al mattino abbiamo fatto dei turni di adorazione di due persone ogni ora. E' stato faticoso, sì, ma direi toccante: alzarsi nel cuore della notte, sapere di essere attesi da Qualcuno a quell'ora precisa, Qualcuno che ci vuol bene, allora il sonno va in secondo piano... Il giorno dopo, o direi, poche ore dopo, la domenica, abbiamo incontrato le monache, con cui abbiamo detto le lodi mattutine e abbiamo partecipato alla Messa. Una di esse ci ha raccontato la sua storia, ci ha detto che da giovane cercava la felicità, voleva essere felice e dov'è la vera felicità, vi domando? Chi può colmare la fame del nostro cuore? Gesù. Un altro tema che abbiamo toccato è stato l'importanza dell'unità, della comunione tra di noi. Il nostro gruppo (ma ciò vale anche per la nostra comunità parrocchiale, la nostra famiglia, direi anche l'intera società) è come un puzzle: ogni pezzo, pur essendo diverso dagli altri, è importante e senza di esso il puzzle non può essere completato, chi appare unendo tutti i pezzi? Appare Gesù. Ognuno di noi, anche se piccolo, debole, peccatore, malato, giovane, vecchio è necessario per sè e i fratelli, ognuno è voluto e ha un senso in questa unione con Gesù e i fratelli... Dal puzzle che abbiamo costruito là mancavano due pezzi: le due persone che non sono venute con noi. Dava un senso di tristezza, di incompletezza, ad osservarlo...

Non ci si pensa molto, ma con le vacanze non si dimenticano i problemi, semplicemente per un certo periodo non si affrontano. Poi si ritorna e il problema è sempre lì, vivo. Il riposo vero è da un'altra parte, è una persona: Gesù, è lui che ci dà la forza di affrontare le realtà quotidiane, però ci dice di fidarci, di abbandonarci a lui, anche quando tutto sembra sfuggire dal nostro controllo, anche quando ci arriva un sms sul cellulare con scritto: "sabato 21 e domenica 22 marzo ritiro giovani"...

Foto di gruppo

E' un articolo molto bello e

E' un articolo molto bello e ringrazio di cuore Elena di averlo scritto, ma principalmente Gesù che ci ha fatto vivere questo momento insieme.

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