La Festa della Divina Misericordia

Sabato 30 Aprile e Domenica 1 Maggio, in occasione della Festa della Divina Misericordia, richiesta da Gesù a Suor Faustina Kowalska, e della beatificazione di Giovanni Paolo II, nelle parrocchie di Capanne e Marti si sono tenuti due momenti di preghiera con la presentazione della figura della santa, l’Adorazione Eucaristica e la recita della Coroncina alla Divina Misericordia.
Suor Faustina Kowalska, nata nel 1905 in un piccolo villaggio della Polonia, fin dall’infanzia si distinse per l’amore, la preghiera, la laboriosità, l’obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana. Nel 1925 entrò in convento e all’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica eccezionalmente ricca. La sua vita, apparentemente ordinaria, nascondeva in sé una profonda e straordinaria unione con Dio. Alla base della sua spiritualità si trova il mistero della misericordia Divina che essa meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianità della sua vita. Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: rivelazioni, visioni, stigmate nascoste, partecipazione alla passione del Signore, dono dell'ubiquità, di leggere nelle anime, della profezia e dello sposalizio mistico. Suor Faustina fu una figlia fedele della Chiesa, che essa amava come Madre e come Corpo Mistico di Gesù Cristo. Consapevole del suo ruolo nella Chiesa, collaborava con la misericordia Divina nell'opera della salvezza delle anime smarrite.
La missione di Suor Faustina è stata descritta nel "Diario" che essa redigeva seguendo il desiderio di Gesù e i suggerimenti dei padri confessori, annotando fedelmente tutte le parole di Gesù. Nel Febbraio 1931, dopo averle mostrato l’immagine oggi conosciuta come “Gesù Misericordioso”, Gesù parlò a Suor Faustina del desiderio di istituire la Festa della Divina Misericordia: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27). La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica, infatti, lo stretto legame tra il mistero pasquale della redenzione e la misericordia divina. La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse fatte da Gesù a Suor Faustina: "Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e di rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della mia misericordia. L’anima che si accosterà alla confessione e alla santa comunione conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) e ancora: “In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" (Q. II, p. 267). Nel settembre 1935, inoltre, Gesù stesso dettò a Suor Faustina la preghiera della Coroncina alla Divina Misericordia. Gesù ha legato alla recita di questa coroncina la promessa di concedere tutto ciò che verrà richiesto, se conforme alla sua volontà, e promesse particolari legate all’ora della morte.
Giovanni Paolo II fu un fervente devoto di Suor Faustina Kowalska e della Divina Misericordia, tanto da scrivere una enciclica nel 1980 “Dives in Misericordia” dove raccomandava che: “La Chiesa deve considerare come uno dei suoi principali doveri in ogni tappa della storia, e specialmente nell’età contemporanea, quello di proclamare e di introdurre nella vita il mistero della misericordia, rivelato in sommo grado in Gesù Cristo” (Giovanni Paolo II, Dives in Misericordia, 13-14). E’ stato proprio lui, il 30 Aprile 2000, ad istituire la Festa della Divina Misericordia e a proclamare Suor Faustina Kowalska santa.
Proprio grazie a Giovanni Paolo II, milioni di fedeli in tutto il mondo hanno conosciuto Suor Faustina e il culto della Divina Misericordia, culto che, come ricorda Papa Benedetto XVI, “non è una devozione secondaria, ma dimensione integrante della fede e della preghiera del cristiano” (Benedetto XVI, Angelus, 23.04.2006). Ringraziamo il Signore per averci dato l’opportunità di vivere questa festa all’interno delle nostre parrocchie e di averci unito in comunione spirituale con le celebrazioni tenutesi a Roma in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II.




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