Natale, festa di Dio fatto uomo nato da Maria

«La mira Madre in poveri / panni il Figliol compose, / e nell’umil presepio / soavemente il pose; / e l’adorò: beata! / innanzi al Dio prostrata, / che il puro sen le aprì» (A. Manzoni, Il Natale).
Mi è parso bello citare questi versi in prossimità delle feste Natalizie, tratte dagli scritti di un grande poeta e scrittore e che ha segnato la nostra cultura italiana, il grande Manzoni uomo profondamente cristiano.

Il Natale è una festa, da secoli entrata nella tradizione del popolo cristiano e non.

Da alcuni giorni vediamo le strade dei nostri paesi illuminate, le vetrine addobbate, i negozi che hanno scritte come - Buon Natale -, tutto è luce, scintillio di colori ... cose buone..., per noi battezzati del terzo millennio ricorda prima ancora di queste cose ancora oggi l’incarnazione del Verbo Gesù Cristo.

Dio fatto uomo da Maria Vergine, “innanzi al Dio prostrata”, che indica ancora a tutti noi che quel Bambino è DIO FATTO UOMO!!. Quale gioia per noi essere Cristiani, celebrare anche questo anno il Santo Natale nel modo che i Padri della Chiesa ci hanno trasmesso, pieni di fede e di amore nella Divino-umanità di Cristo.

Pensando alla fede di chi ci ha preceduto non possiamo non constatare, ormai da tempo, come questa festa sia “scaduta”, ancora oggi sarà per tanti cristiani e non cristiani, quindi per l’intera società, il ritorno di una consuetudine largamente prevista e addirittura tollerata nella struttura impietosa e disumana di questa società. Una parentesi, nella quale cristiani e non si prodigano a ritrovare i sentimenti della loro infanzia, i sentimenti e le aspirazioni dimenticati da anni, qualche residuo di bontà che fa aprire almeno il giorno di Natale le case e le istituzioni ai poveri, come se il problema fosse un pasto dignitoso a Natale...

Il Natale come una caramella - diceva un bravo Vescovo anni fa: “la si assapora, la si succhia, si scioglie e qualche istante dopo non rimane più niente. Non dico che non ci siano cose buone o momenti significativi o testimonianze di benevolenza contro l’orrore dei rapporti quotidiani, retti solo da logiche di potere e di sopraffazione, ma il Natale cristiano non è questo. Il Natale è la venuta di Dio nella carne.

Perché ci accontentiamo di questo Natale vuoto, meschino, perché questa caricatura del Natale… L’uomo del nostro tempo è malato forse, come ci descrive la scrittura, “perché il nostro cuore è lontano da Dio”. Siamo malati e non ce ne accorgiamo e stiamo assistendo ad un continuo fenomeno, incalzante, che oggi è sotto i nostri occhi e che il Papa attuale non ha avuto paura a definirlo, l’ Apostasia da Gesu’ Cristo, cioè il rinnegamento della fede, e quando l’uomo si “stacca” da Dio - è ancora Benedetto XVI che parla - avviene l’apostasia dell’uomo... dall’uomo.

L’uomo non percepisce più il senso della propria storia, della propria dignità, della propria vocazione ... “Il mondo è malato, assistiamo ogni giorno alle spaventose degenerazioni di questa multiforme malattia, che si possono sintetizzare in un’unica espressione: la bruttezza della vita.”
Gli uomini sono costretti ad una vita brutta, senza dignità, senza responsabilità, senza creatività. Oggi per i cristiani d’Europa, e quindi anche dell’italia assistiamo ad uno smarrimento della fede, “non come intenzione morale o sentimentale, ma come mentalità.

Per noi Gesu’ Cristo non è una idea, è il contenuto fondamentale e totalizzante della fede. Credere vuol dire credere in Gesù Cristo Figlio di Dio.

Mi aspetto, da me stesso e dalle mie comunità, che ciascuno viva la testimonianza cristiana senza paura, così come il Catechismo della Chiesa Cattolica al n° 423 ci ricorda e in cui è stato sintetizzato il contenuto reale ed esauriente della nostra fede: Noi crediamo e professiamo che Gesù di Nazareth, nato ebreo da una figlia d’Israele, a Betlemme, al tempo del re Erode il Grande e dell’imperatore Cesare Augusto, di mestiere carpentiere, morto crocifisso a Gerusalemme, sotto il procuratore Ponzio Pilato, mentre regnava l’imperatore Tiberio, è il Figlio eterno di Dio fatto uomo, il quale è «venuto da Dio» (Gv 13,3), «disceso dal cielo» (Gv 3,13; 6,33), venuto nella carne; infatti «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. [...] Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia» (Gv 1,14.16).

La fede, ricordava Giovanni Paolo II, non è una appendice preziosa ma inutile della vita, ma la verità definitiva dell’esistenza. La Fede, sarà il tema dell’anno che Benedetto XVI ha indetto per il prossimo ottobre 2012 come riflessione di tutta la Chiesa, per “misurarci” a quale livello siamo. Possa questo Natale portare la gioia che “nasce” da quel Presepe e che da più di 2000 anni ci ricorda che solo Lui dà senso alla nostra vita e ha un nome: Gesù di Nazareth, Dio fatto uomo nel grembo di Maria Vergine.

Un Santo Natale a tutti voi.

Il vostro parroco,
don Fabrizio




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