Madonna del Buon Viaggio - Fotogallery

 

 

Colletta Nazionale CEI

Domenica 18 Settembre

Colletta Nazionale in tutte chiese d'Italia



Cresima a Capanne con il nuovo Vescovo

Cosa può essere il paradiso? Che cosa la vera gioia?
Questa considerazione è stata  fatta  da  alcune persone, esprimendo le sensazioni provate durante la messe di domenica 17 gennaio, giorno in cui è stato amministrato il Sacramento della Cresima ai ragazzi della nostra parrocchia. Sì, veramente questa è stata una domenica  speciale. Iniziata con l’accoglienza tributata a Sua Eccellenza Monsignor Andrea Migliavacca che veniva per la prima volta tra noi. Alle 10:30 ci siamo ritrovati davanti all’Edicola, recentemente restaurata, della Madonna del Buon Viaggio, un luogo simbolico per i capannesi. Qui, in forma in molto semplice ma calda e accogliente, abbiamo ricevuto il Vescovo. Dopo il saluto del Parroco e i successivi  brevi discorsi dei ministranti e di un Rappresentante del Consiglio Pastorale, Sua Eccellenza ha preso la parola ringraziando con calore e apprezzando l’accoglienza ricevuta nella sua semplice modalità. È stata simpatia al primo ascolto; con modo affabile, immediato, chiaro, soprattutto chiaro, corredato da un bel timbro di voce (dono di madre natura) ha captato l’attenzione di tutti. Poche parole.
Quindi in corteo ci siamo avviati verso la chiesa. Una discreta folla era ferma anche al bar. Anche questo ha dato sapore all’accoglienza. Intanto una chiesa già affollata, aspettava l’arrivo del suo Vescovo, accolto da un caldo applauso al suo ingresso. I canti della corale magistralmente diretta da Giacomo Gronchi, con l’accompagnamento di Filippo Realdini, hanno animato questo momento e i successivi durante la Santa Messa. Da diverso tempo non partecipavo alle Messe della Cresima preferendo dare spazio ai familiari e parenti dei cresimandi. Domenica ho vissuto questo momento con tanta gioia e raccoglimento. Merito sicuramente della buona preparazione dei ragazzi, grazie a Gianpiero e Marilena, che li hanno seguiti fin dalla prima elementare, instaurando con essi e le loro famiglie, un rapporto di vera collaborazione e affetto e i frutti si sono visti. Merito della preparazione liturgica, grazie al Parroco e al coro. Insomma una serie di ingredienti che hanno prodotto qualcosa di solennemente sacro e raccolto. Su tutto ha fatto da eco l’Omelia del Vescovo che, con parole chiare e con esempi, ha spiegato gli effetti che lo Spirito Santo produrrà sui ragazzi da ora in poi. Una frase su tutte è bastata a far capire il senso : “capirete che lo Spirito Santo agisce in voi, quando riuscirete a fare felici gli altri! Non serviranno parole, basterà la vostra vita a parlare!” un raccoglimento e un silenzio attento, hanno accompagnato tutta la liturgia. Commovente il momento dell’amministrazione del Sacramento. Nel silenzio totale, l’organo taceva, questi ragazzi tutti vestiti di bianco, accompagnati dai loro padrini, si sono recati ad uno ad uno davanti al Vescovo e qui lo Spirito Santo è sceso su di loro, mentre l’assemblea, invitata a farlo, pregava in silenzio per i ragazzi. Così fino al termine della messa tra canti, preghiera, e silenzi.
L’entusiasmo che ha preso tutti i presenti era palpabile; al termine c’era una grande emozione e soddisfazione per quanto era stata sentita e bella questa liturgia. Allora si può veramente dire che gioia vera è lo stare bene insieme in pace, in preghiera e in armonia davanti a Dio. In un tempo così compromesso da tanta cattiveria, il respiro di pace fa assaporare veramente il Paradiso. Ringraziamo tutti quelli che hanno lavorato, affinché tutto riuscisse bene e prima di tutto…Grazie a Dio.
La giornata è poi proseguita con il pranzo in canonica dove Sua Eccellenza ha condiviso il pasto con i Sacerdoti dell’Unità Pastorale ed alcuni Rappresentanti dei Consigli Pastorale, Economico e dei Catechisti in veste di invitati, ed altri, più importanti nella veste di cuochi e camerieri. Anche qui grande cordialità e festa oltre ad un ottimo pranzo.
Così si è conclusa questa bellissima giornata.

Pavia. Ordinazione di Mons. Migliavacca.

Nel Duomo di Pavia l'ordinazione episcopale di mons. Andrea Migliavacca. La Cattedrale gremita di fedeli.

La Cattedrale di Pavia ospita l'ordinazione episcopale di mons. Andrea Migliavacca, futuro vescovo di San Miniato. Sono presenti 2 cardinali e 17 vescovi. Il Duomo di Pavia è fremito di fedeli. Ecco l'omelia di mons. Giovanni Giudici:

Saluto il nostro carissimo don Andrea.

Ricordo i suoi familiari, in particolare don Adriano.

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Festa per la Diocesi: Papa Francesco ci ha donato un nuovo Pastore!

SAN MINIATO 5.X.2015 – Oggi alle ore 12, Mons. Morello Morelli, Amministratore Diocesano, ha annunciato con gioia che Papa Francesco ha donato alla nostra diocesi un nuovo Pastore: si tratta di Mons. Andrea Migliavacca, del clero della Diocesi di Pavia, nato a Pavia il 29 Agosto 1967, e attualmente Rettore del Seminario vescovile e Vicario giudiziale.

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Sante Cresime 2014

Domenica 30 Novembre, prima di Avvento, 14 ragazzi della nostra Parrocchia, hanno ricevuto il sacramento della Confermazione.

Il nostro vescovo Monsignor Fausto Tardelli, prossimo alla partenza per la diocesi di Pistoia, ha avuto così modo di ricevere il saluto anche della nostra comunità. Ma andiamo per ordine.

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Le "prime Messe" di don Tommaso

Domenica 23 novembre Don Tommaso Botti ha celebrato per la prima volta la Santa Messa nelle Parrocchie di Marti e Capanne. Ordinato lo scorso 12 ottobre, oggi è vicario parrocchiale a Stabbia.

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L'annuncio di Mons. Tardelli

SAN MINIATO - Nella calma apparente tipica del clima da “giorno dopo” risuanano ancora le parole, lapidarie, del vescovo: «Vi ho riunito per comunicarvi che il Santo Padre mi ha nominato vescovo di Pistoia». Dunque ricorderemo a lungo questo 8 di ottobre, data in cui mons. Tardelli lascia la guida della diocesi di San Miniato dopo dieci anni. Durante questo arco di tempo abbiamo imparato a conoscere questo pastore che ci ha accompagnato negli anni, affrontando con noi gioie e dolori, miserie e vittorie.

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Esorcismi: vescovi toscani, «accogliere» nel «rispetto delle leggi della Chiesa»

La Chiesa è chiamata «ad accogliere le persone che chiedono di essere liberate e guarite dal maligno o dai suoi lacci, perché sono sempre persone bisognose di aiuto». Lo affermano i vescovi toscani nel documento «Esorcismi e preghiere di guarigione» con il quale hanno aggiornato la Nota pastorale «A proposito di magia e demonologia» pubblicata 20 anni fa. Il testo vuole fare chiarezza su esorcismi e magia, satanismo e disturbi psichici.

17/09/2014 di Redazione Toscana Oggi

Quattro, secondo i presuli, i verbi indicatori del tipo di risposta che la Chiesa dovrebbe fornire: «annunciare», «benedire», «liberare» e infine «vigilare». Precise indicazioni pastorali «in modo che tutto avvenga nel rispetto delle leggi della Chiesa». Tredici milioni, secondo Codacons, gli italiani che nel 2013 si sono rivolti a maghi e chiaroveggenti. «Considerevole», scrivono i vescovi, «il numero di fedeli che si reca da sacerdoti e, a volte, anche da laici, per chiedere di essere liberati da possessioni e infestazioni diaboliche». Spesso, avvertono i vescovi, le risposte sono «sbagliate»: alcuni sacerdoti «si rendono disponibili» ad accogliere, ascoltare, benedire queste persone, e «a volte, anche ad esorcizzarle, in modo però non permesso, non uniforme e non coordinato». A volte sono laici a guidare le preghiere di liberazione.
Altri aspetti negativi, fa notare il documento, riguardano i «luoghi» dove avvengono questi riti. Come in chiesa, «in adunanze pubbliche, davanti all'Eucarestia solennemente esposta, con il rischio di alta spettacolarizzazione e con il pericolo di grave disorientamento dei semplici fedeli». Non di rado, il sacerdote passa tra i fedeli «benedicendoli uno per uno con il Santissimo Sacramento e quasi sempre si verificano fenomeni quali urla, parole volgari, bestemmie e cose del genere che turbano non poco i fedeli presenti e specialmente i bambini e i più deboli». E lo stesso avviene talvolta in case private, in «incontri di preghiera pubblici, anch'essi altamente spettacolarizzati e con gesti e riti che alimentano superstizione e fanatismo». Quando poi non si ricorre a «fotografie di persone assenti, per chiedere preghiere di liberazione e ottenere ‘diagnosi' di possessioni diaboliche o di presenza di malefici». Fin qui la «denuncia», il «richiamo» a sacerdoti e fedeli, cui seguono le indicazioni pastorali.
La Chiesa, scrivono i vescovi toscani, dovrebbe «annunciare» il Vangelo, «benedire» nell'ambito dell'azione sacramentale, «liberare» gli oppressi «attraverso la forza salvifica di Gesù (il che può comportare anche preghiere di guarigione ed esorcismi) e infine «vigilare sul sentimento religioso e sulle pratiche con cui i fedeli esprimono la loro fede cristiana per evitare errori e deviazioni nei confronti della fede autentica e genuina». L'ultima parte del testo contiene una serie di «disposizioni normative», di cui la parte più consistente riguarda l'esorcismo, ribadendo prima di tutto che lo può fare «soltanto il sacerdote che ne abbia ottenuto speciale ed espressa licenza da parte del proprio vescovo diocesano e limitatamente al territorio diocesano». Si sottolinea anche l'importanza del discernimento, avvalendosi - se necessario - anche «della consulenza di persone esperte di medicina e di psichiatria individuate e approvate dal vescovo». In ogni caso - scrivono - «se una persona è affetta da disturbi psichici, praticarle preghiere di esorcismo sarebbe puramente illusorio e dannoso».
I vescovi toscani fanno anche divieto «di organizzare celebrazioni comunitarie di preghiere per ottenere la guarigione senza l'esplicito permesso scritto da parte del vescovo diocesano». E comunque tali preghiere - se autorizzate - «vanno elevate sempre in un clima di grande riservatezza e sobrietà, al fine di evitare ogni spettacolarizzazione, artificiosità e teatralità». Severamente proibito «benedire singolarmente i fedeli con il Santissimo Sacramento dell'Eucarestia al fine di ottenerne la guarigione o la liberazione dal maligno». Un paragrafo del testo si occupa di «un'espressione impropria: ‘Messe di liberazione o di guarigione'», ricordando che «Ogni S. Messa, in quanto tale, è sempre fonte di liberazione, perciò non esiste nel Messale un formulario specifico ‘di liberazione' o ‘di guarigione'». Infine l'obbligo della «gratuità». Non si deve mai parlare di «compensi» per quanto ricevuto. «Le eventuali offerte», chiarisce il documento, «non solo devono essere assolutamente libere ma devono essere rigorosamente accolte secondo le indicazioni della legge della Chiesa (Cdc 848) e delle disposizioni della Cei».

Esorcismo e preghiere di liberazione

Esorcismi e preghiere di guarigione. Indicazioni pastorali e norme dei Vescovi della Toscana - 2014. Con la Nota pastorale della Conferenza episcopale toscana «A proposito di magia e demonologia», Ed. Cooperativa Firenze 2000 srl, 2014.

A vent’anni di distanza dalla Nota pastorale «A proposito di magia e demonologia», che è stata antesignana di documenti magisteriali analoghi, i Vescovi toscani hanno sentito l’esigenza di ripresentare quel testo, corredandolo di alcune «indicazioni pastorali e norme», tenendo conto soprattutto – come si legge nella Premessa – della «situazione socio-culturale della nostra terra toscana». I vescovi non si lanciano in analisi quantitative, non ci forniscono dati, ma si comprende la loro preoccupazione per un fenomeno in crescita. «Alto  – scrivono nel testo – è il numero delle persone che si recano da maghi e chiromanti nell’intento di ottenere benefici di varia natura e guarigioni da malattie e sofferenze, ma, non di rado, anche per cercare di colpire e fare del male ad altre persone attraverso malefici». Secondo una recente indagine commissionata dal sito «Contribuenti.it», quattro italiani su dieci si rivolgono a maghi e chiaroveggenti spendendo per una «consulenza» un importo variabile tra 50 e mille euro. Il giro complessivo dell’occulto (maghi, cartomanti, fattucchieri, spiritisti, sensitivi...), nei primi sei mesi del 2013 sarebbe cresciuto del 18,5%, passando da 7,5 a 8,3 miliardi di euro (ovviamente quasi tutti al nero). Sono dati che vanno presi con una certa cautela, ma che sono comunque indicativi. Un’altro studio, questa volta del Codacons, stima che nel 2013 fossero 13 milioni i cittadini che si sono rivolti al mondo dell’occulto, un milione in più rispetto al 2011 e oltre 3 milioni in più rispetto al 2001. E anche questo sarebbe un effetto della crisi. Non solo economica e lavorativa – che pure ha il suo peso –, ma anche di valori.
Ma il disagio esistenziale si manifesta anche in altre direzioni. «Vi è un numero considerevole di fedeli – si legge ancora nel documento dei vescovi toscani – che si reca da sacerdoti e, a volte, anche da laici, per chiedere di essere liberati da possessioni e infestazioni diaboliche di vario genere causate, a loro dire, da malefici e fatture». Di fronte a questa «domanda», osservano i vescovi, le risposte sono spesso sbagliate. Vi sono «alcuni sacerdoti, animati da buona volontà» che «si rendono disponibili» ad accogliere, ascoltare, benedire queste persone, e «a volte, anche ad esorcizzarle, in modo però non permesso, non uniforme e non coordinato». Vi sono poi «fedeli laici che guidano preghiere di liberazione aventi la presunzione di assimilarsi a veri e propri esorcismi, con tanto di imposizione delle mani e benedizioni».
Altri aspetti negativi riguardano i «luoghi» dove avvengono questi riti. Come in chiesa, «in adunanze pubbliche, davanti all’Eucarestia solennemente esposta, con il rischio di alta spettacolarizzazione e con il pericolo di grave disorientamento dei semplici fedeli. Non di rado, durante queste celebrazioni, il sacerdote passa tra i fedeli benedicendoli uno per uno con il Santissimo Sacramento e quasi sempre si verificano fenomeni quali urla, parole volgari, bestemmie e cose del genere che turbano non poco i fedeli presenti e specialmente i bambini e i più deboli». E lo stesso avviene talvolta in case private, in «incontri di preghiera pubblici, anch’essi altamente spettacolarizzati e con gesti e riti che alimentano superstizione e fanatismo». Quando poi non si ricorre a «fotografie di persone assenti, per chiedere preghiere di liberazione e ottenere “diagnosi” di possessioni diaboliche o di presenza di malefici».
Fin qui la «denuncia», il «richiamo» a sacerdoti e fedeli. Ma il testo vuol andare oltre e ricorda che la Chiesa è chiamata «ad accogliere le persone che chiedono di essere liberate e guarite dal maligno o dai suoi lacci, perché sono sempre persone bisognose di aiuto». Quindi i vescovi toscani indicano in quattro verbi il tipo di risposta che la Chiesa dovrebbe fornire: «annunciare» il Vangelo, «benedire» nell’ambito dell’azione sacramentale, «liberare» gli oppressi «attraverso la forza salvifica di Gesù (il che può comportare anche preghiere di guarigione ed esorcismi) e infine «vigilare sul sentimento religioso e sulle pratiche con cui i fedeli esprimono la loro fede cristiana per evitare errori e deviazioni nei confronti della fede autentica e genuina».
L’ultima parte del testo contiene una serie di «disposizioni normative», di cui la parte più consistente riguarda l’esorcismo, ribadendo prima di tutto che lo può fare «soltanto il sacerdote che ne abbia ottenuto speciale ed espressa licenza da parte del proprio Vescovo diocesano e limitatamente al territorio diocesano». Si sottolinea anche l’importanza del discernimento, avvalendosi – se necessario – anche «della consulenza di persone esperte di medicina e di psichiatria individuate e approvate dal Vescovo». In ogni caso – scrivono – «se una persona è affetta da disturbi psichici, praticarle preghiere di esorcismo sarebbe puramente illusorio e dannoso». I vescovi fanno anche divieto «di organizzare celebrazioni comunitarie di preghiere per ottenere la guarigione senza l’esplicito permesso scritto da parte del Vescovo diocesano». E comunque tali preghiere – se autorizzate – «vanno elevate sempre in un clima di grande riservatezza e sobrietà, al fine di evitare ogni spettacolarizzazione, artificiosità e teatralità». Quello che è severamente proibito è «benedire singolarmente i fedeli con il Santissimo Sacramento dell’Eucarestia al fine di ottenerne la guarigione o la liberazione dal maligno».
Un paragrafo del testo, infine, si occupa di «un’espressione impropria: “Messe di liberazione o di guarigione”», ricordando che «Ogni S. Messa, in quanto tale, è sempre fonte di liberazione, perciò non esiste nel Messale un formulario specifico “di liberazione” o “di guarigione”».
L’ultima raccomandazione riguarda l’obbligo della «gratuità». Non si deve quindi mai parlare di «compensi» per quanto ricevuto. «Le eventuali offerte, segno di condivisione e carità, non solo devono essere assolutamente libere ma devono essere rigorosamente accolte secondo le indicazioni della legge della Chiesa (CDC 848) e delle disposizioni della CEI».
•    Esorcismi e preghiere di guarigione. Indicazioni pastorali e norme dei Vescovi della Toscana - 2014. Con la Nota pastorale della Conferenza episcopale toscana «A proposito di magia e demonologia», Ed. Cooperativa

Uniti nella gioia

Martedì 15 luglio la unità parrocchiali di Marti e Capanne si è ritrovata per un momento di convivialità e festa insieme al suo parroco don Fabrizio Orsini e il neo diacono Simone Meini.
L’occasione di incontro è nata dal desiderio del parroco di poter ringraziare tutti coloro che collaborano, che svolgono un servizio per le varie attività all’interno delle parrocchie (servizio di animazione liturgica, membri dei consigli pastorale ed economico, catechisti, pulizia della chiesa, la Caritas, e inoltre, solo per  Capanne, il Comitato della Festa della Madonna del Buon Viaggio) ma è stata anche un modo per festeggiare l’ordinazione diaconale di don Simone, insieme anche ai suoi genitori.

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10 anni di episcopato per Monsignor Tardelli

Venerdì prossimo, 2 maggio, ricorre il 10° anniversario dell’Ordinazione Episcopale di Mons. Vescovo nostro e la diocesi si prepara a far festa con Mons. Tardelli, nella gratitudine al Signore. Questa importante ricorrenza si articolerà in tre momenti. Il primo appuntamento è rivolto a tutti i sacerdoti che venerdì 2 maggio alle ore 9.30  si troveranno insieme al Vescovo in Seminario per la celebrazione delle Lodi Mattutine e per una meditazione sul «Il ministero episcopale alla luce del Concilio Vaticano II», tenuta da S.E. Mons. CARLO CIATTINI,

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Il seminatore uscì a seminare

Lo scorso 29 giugno, in occasione di un bellissimo momento, ha visto le due comunità parrocchiali di Marti e Capanne riunirsi attorno a Simone Meini per la sua ordinazione diaconale: dopo aver prestato servizio nelle nostre parrocchie per due anni a fianco di Don Fabrizio , Simone ha risposto alla chiamata a servire il Signore con il suo  “sì” definitivo con l’entrata nell’ordine del diaconato.
In una celebrazione ricca di forte emozione, la gioia di tutta la diocesi è stata grande e ha accompagnato Simone in questo passo così importante, fino alla festa durante la quale ci sono stati gli auguri e i saluti calorosi di quanti di noi erano presenti alla celebrazione.

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Frane e alluvioni: dai Vescovi un appello alla cura del territorio

Riunione e Comunicato dei Vescovi toscani

Pubblichiamo il comunicato sui lavori della Conferenza episcopale toscana (Lecceto 3-4 febbraio 2014). Tra i temi affrontati anche l’incontro delle scuole del 10 maggio  in San Pietro e la presenza dell’Azione Cattolica nelle diocesi e nelle parrocchie. Il cardinale Betori confermato Presidente.

Nei giorni 3 e 4 febbraio 2014 si è riunita all’Eremo di Lecceto (Firenze) la Conferenza Episcopale Toscana. I Vescovi hanno manifestato gioia e gratitudine al Santo Padre per la nomina di monsignor Stefano Manetti, attuale Rettore del Seminario di Firenze, a Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza: insieme al loro augurio fraterno a monsignor Manetti, hanno rivolto anche a tutte le diocesi toscane l’invito ad accompagnarlo con la preghiera in vista della sua ordinazione episcopale e dell’inizio del suo ministero.
I Vescovi toscani hanno espresso gratitudine al Santo Padre anche per aver ricordato, nell’Angelus di domenica 2 febbraio, le popolazioni interessate dai gravi danni provocati da alluvioni, frane e inondazioni, che hanno colpito in maniera pesante pure alcune zone della Toscana. A tale proposito, La Conferenza Episcopale Toscana ha espresso particolare vicinanza alle persone che vivono situazioni di disagio e preoccupazione, nei confronti delle quali si sono già attivate le Caritas diocesane della regione. I Vescovi invitano a non far mancare sostegno e solidarietà alle popolazioni colpite, mentre richiamano l’importanza della cura preventiva del territorio, che merita attenzione e investimenti adeguati da parte di chi ne ha responsabilità.
Il Cardinale Giuseppe Betori, Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, ha riferito poi sui recenti lavori delConsiglio Episcopale Permanente della CEI, e in particolare sulle modalità individuate per recepire l’invito a una collaborazione più partecipativa rivolto dal Santo Padre ai vescovi italiani nella scorsa Assemblea Generale. I Vescovi toscani hanno accolto le indicazioni emerse e si sono pienamente riconosciuti nella linea espressa dal Consiglio Permanente.
Durante i lavori è stata espressa anche la piena adesione dell’episcopato toscano all’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana a favore della scuola pubblica, sia statale che paritaria. Scuola statale e scuola paritaria, è stato sottolineato, non devono essere messe in contrapposizione e sono ambedue da sostenere per una crescita educativa delle nuove generazioni secondo principi di libertà. I Vescovi toscani hanno quindi rivolto il loro invito a tutte le persone coinvolte nel mondo della scuola (docenti e dirigenti, personale scolastico, studenti con le loro famiglie) a partecipare all’incontro con il Santo Padre nel pomeriggio di sabato 10 maggio prossimo.
Parlando della scuola, è emersa pure la preoccupazione per i tentativi di introdurre il tema della «valorizzazione delle differenze di genere» nei percorsi formativi dei docenti e degli studenti, secondo modalità ispirate alla cosiddetta teoria del «gender». Il rischio è che, per motivi ideologici, venga propagata nelle scuole una concezione lontana da quella della famiglia naturale, subordinando la stessa identità sessuale biologica a quella culturale, per di più soggettivamente determinata. I Vescovi hanno quindi rivendicato la dignità culturale di una visione antropologica fondata sulla differenza e complementarietà tra i sessi.
La Conferenza Episcopale Toscana ha incontrato il responsabile e l’assistente della Delegazione regionale di Azione Cattolica per una verifica di fine triennio, ribadendo l’importanza della presenza di AC nelle Diocesi e nelle parrocchie, soprattutto al fine della formazione di un laicato cattolico maturo e consapevole. I Vescovi hanno anche invitato l’Azione Cattolica a orientarsi decisamente verso una prospettiva missionaria, valorizzando anche i movimenti di ambiente e procedendo ad una semplificazione delle strutture associative.
Durante l’incontro, l’Arcivescovo di Siena Mons. Buoncristiani, delegato per la Via Francigena, ha introdotto questo argomento. Si è convenuto sulla  importanza della Via Francigena come percorso spirituale, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione su questo punto da parte delle amministrazioni pubbliche. Una collaborazione in ordine all’ adeguamento delle strutture sia di culto che di accoglienza che si trovano lungo il tragitto, potrebbe contribuire a salvaguardare la natura di questa antica via di pellegrinaggio. 
Alla scadenza del quinquennio, la Conferenza Episcopale Toscana ha infine proceduto, come da statuto, all’elezione, del suo Presidente, Vice Presidente e Segretario, confermando in tali cariche per altri cinque anni, rispettivamente, l’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, il Vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi e il Vescovo di San Miniato Fausto Tardelli. Restano in carica ancora per un anno gli altri due componenti della Presidenza, il Vescovo di Fiesole Mario Meini e il Vescovo ausiliare di Firenze Claudio Maniago.


Don Simone Meini

Don Simone Meini, diventato diacono il 29 giugno scorso, svolgerà il suo ministero diaconale nelle nostre parrocchie per alcuni mesi. Don Simone verrà ad abitare a Capanne fino a che il Vescovo riterrà opportuno inviarlo in altra parrocchia.

 

A don Simone i nostri migliori auguri di permanenza.